LE RAGAZZE DI PIAZZA DI SPAGNA

lun 08 feb 2010 al cinema Roma di Pistoia
mar 09 feb 2010 al cinema Borsi di Prato

per la rassegna «Realismi a confronto: Vittorio De Sica e Luciano Emmer»

nazione Italia
anno 1952
regia Luciano Emmer

spettacolo unico 21:30
ingresso 05 euro
ridotto studenti univ 04 euro
tessera associativa annuale 04 euro

Un professore (lo scrittore G. Bassani, doppiato) assiste dalla celebre piazza romana ai casi malinconici di tre ragazze di borgata che lavorano in una grande sartoria. Scritto da S. Amidei, è il 3° film di Emmer, campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull’orlo dell’Arcadia neorealistica. Mastroianni è doppiato da N. Manfredi. Rifatto per la TV nel 1998.

Le ragazze di Piazza di Spagna sono Marisa, Elena, Lucia, tre impiegate di una sartoria romana nei pressi della Trinità dei Monti. Maria è figlia di operai e vive alla Garbatella; Elena appartiene a una modesta famiglia impiegatizia e vive, con la madre vedova, in un appartamentino a Monteverde. Lucia ha casa alle Capannelle e suo padre governa una scuderia dell’ippodromo. L’aspirazione di tutte e tre è una sola: un marito e una casa. Lucia ama un giovane operaio, ma un giorno, messasi a far l’indossatrice, rischia di perderlo e solo alla fine, dopo molti bronci e difficoltà, riesce ad arrivare al matrimonio. Elena è fidanzata ad un impiegatuccio che, in realtà, mira solo al suo modesto appartamento; quando la ragazza se ne accorge, la delusione la porta alle soglie del suicidio, ma la salvano e un bravo autista di piazza non tarda a consolarla e a sposarla. Lucia, dal canto suo, è piccola piccola, ma si innamora solo di giovanotti altissimi, disprezzando la corte di un fantino, esile e bassetto, che la ama da anni. Anche lei, però, in definitiva si lascerà convincere a seguire la via migliore e non esiterà molto a sposare il suo spasimante. Queste le storie delle tre ragazze di Piazza di Spagna; il film, raccontato con sottile ingegno da Sergio Amidei e diretto con estrosa cura da Luciano Emmer, le dipana poco a poco, alternandole in una serie di episodi minuti che, a volte, vogliono esprimerci i contrasti fra i diversi ambienti in cui le protagoniste vivono, e a volte mirano a ricondurci, con affettuosa ironia, alla loro comune aspirazione sentimentale, al loro eguale mondo interiore. Roma – con i suoi tipi più genuini e giocondi, le sue figure più caratteristiche, i suoi quartieri più significativi, i suoi mestieri, le sue strade, le sue spensierate domeniche e le sue ore di lavoro negli uffici – sfila lietamente nel film, venata di dolce malinconia e di tenera beffa, suscitando ad ogni passo la lieta festa del pubblico e, spesso, la sua più sincera emozione. Concorre a tanto convincente successo, l’interpretazione spontanea e fervida delle tre protagoniste, Lucia Bosè, ricca di asciutta grazia e di generoso ardore nella parte di Marisa, Cosetta Greco, soavemente pallida e interiormente dolorosa nella parte di Elena, Liliana Bonfatti, esuberante di fresca cordialità nella parte di Lucia. Al loro fianco, Eduardo De Filippo, Ave Ninchi, Marcello Mastroianni.
Da Il Tempo, 16 Febbraio 1952

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